Luca Sabbatini

Elchim SpA

Gli inizi dell’avventura imprenditoriale

Sono Luca Sabbatini, amministratore delegato di Elchim, azienda storica del settore delle forniture professionali per parrucchieri, fondata a Milano dai signori Riccardo e Egle Chiminello, fratello e sorella rispettivamente, mia nonna e il mio prozio, che hanno avuto questa brillante innovativa idea di realizzare in Italia il primo asciugacapelli per uso esclusivo professionale. Professionale per le performance e anche per le durate, realizzato e pensato per il professionista.

Immaginate il 1945, l’Italia esce dalla seconda guerra mondiale, un grandissimo disastro, una penuria di qualsiasi tipo di bene per l’intera popolazione e proprio in quegli anni nasce l’imprenditoria italiana e ognuno si colloca nel proprio ambito. Mio zio aveva una grande conoscenza del settore dell’acconciatura professionale, mia nonna aveva una grande capacità commerciale e oltretutto tecnologica, nella progettazione e sviluppo di motori e resistenze per piccoli elettrodomestici. Dall’unione delle due menti nasce Elchim e nel tempo l’azienda si sviluppa fino ad ampliare le proprie tipologie di prodotto e i propri mercati.

Per tipologie di mercato, intendo ovviamente, quello che successivamente è accaduto: l’ingresso di Elchim in molti Paesi europei, l’ingresso di Elchim negli anni ’70 nel mondo arabo, l’ingresso di Elchim nel mondo e nel mercato nord-americano, dove oggi Elchim è indubbiamente un’azienda leader. E tipologie di prodotto, perché oggi Elchim, con una fabbricazione interamente italiana, realizza in Italia una gamma selettiva di prodotti per il coiffeur o anche per la cliente privata che ricerca prestazioni professionali quali ad esempio l’asciugacapelli, la piastra, il ferro, la spazzola, quindi, tutto il necessaire per rendere le donne e oggi anche gli uomini più belli.

Oggi Elchim è un’azienda che in Italia conta 18 dipendenti, la nostra fabbrica si trova nelle vicinanze di Milano, siamo presenti in oltre 48 Paesi, tra cui il mercato americano che per noi è un motivo di grande orgoglio e dove l’azienda da circa sette anni ha la propria filiale con ulteriori collaboratori residenti in America e che presidiano tutti gli stati degli Stati Uniti.

I soldi per iniziare

Mi sento di appartenere a quella generazione di giovani imprenditori che sono stati letteralmente baciati dalla fortuna. Questo perché i veri sacrifici li fecero proprio mia nonna e mio zio quando iniziarono l’attività di Elchim.

Immaginate, come vi dicevo, nel ’45 mancava tutto in Italia e la situazione era davvero terribile. Mia nonna mio zio fecero grandissimi sacrifici, inizialmente anche rinunciando alla casa di proprietà, trasferendosi dal Veneto fino a Milano, allontanandosi dai parenti. Da lì iniziò tutto e in quegli anni così floridi per il paese Italia iniziarono veramente a creare il primo capitale per i futuri sviluppi di Elchim.

Nel 2007 decido in modo abbastanza improvviso di entrare nell’azienda di famiglia. I miei genitori sostanzialmente mi volevano lontano dall’azienda di famiglia e io stesso dopo l’università decisi di entrare in altri ambiti finanziari e amministrativi lavorando per una multinazionale del settore delle telecomunicazioni. Decido di partecipare all’azienda di famiglia, vado da mio padre: “Papà che ne diresti se iniziassi ad aiutarti e a sviluppare nuovi prodotti, nuovi mercati, a far prosperare ulteriormente la impresa di famiglia?” Mio padre fu molto scosso, però con estrema tenerezza mi disse: “Io voglio appoggiare i tuoi sogni e metto a disposizione se sono necessarie ulteriori risorse della famiglia e ti aiuto a sviluppare nuovi prodotti e a dare un’immagine ancora più contemporanea alla Elchim.”

Un episodio negativo ed uno positivo

Credo che un aspetto importantissimo di quando si fa attività d’impresa sia la fiducia. È un valore in cui io e la mia famiglia crediamo enormemente e io cerco sempre di dare fiducia ai miei collaboratori, ai miei partner, perché solamente attraverso la fiducia il business prospera veramente e oltretutto con la fiducia si crea anche un clima favorevole e di divertimento anche in quello che si fa. A volte però la fiducia viene ripagata in malo modo, soprattutto quando la si presta a chi non è degno e quindi anche nella mia esperienza di giovane imprenditore mi è capitato di dare fiducia a partner che poi si sono rivelati inaffidabili e hanno disatteso dolorosamente le mie aspettative. Però, sono cose poi che passano e corrono e il fatto invece di avere incontrato altre persone e altri partner che poi hanno veramente dato i frutti che insieme speravamo di ottenere, mi dà grandissimo orgoglio.

Nei miei quasi 13 anni di storia qui nell’azienda di famiglia, l’esperienza più positiva e la cosa più positiva che ricordo, è subito dopo che mio padre ha deciso di supportare e sostenere i miei sogni, è stato ritrovarsi intorno a un tavolo con tutti i collaboratori più stretti e dire: “Adesso che cosa si fa? L’azienda ha quasi 60 anni di storia, possiamo ancora esprimere grandi risultati? Partiamo da nuovi prodotti, nuovo design, una squadra di giovani da inserire nel team di persone esperte che sono già presenti in azienda, come rendere un’immagine più emozionante e contemporanea che rifletta realmente quello che io come imprenditore sono e le caratteristiche della nostra squadra?”

E da lì è partito tutto, perché abbiamo ridisegnato, insieme all’amico architetto Casini, tutta una linea di prodotti bellissimi e innovativi, i nostri ingegneri ci hanno messo le mani pensando a quali motori innovativi inserire, quali resistenze per dare maggiore risultato sul capello, quale tecnologia addirittura abbiamo inserito l’elettronica, poi abbiamo coinvolto i nostri più giovani della squadra per capire come trasmettere la nostra passione all’interno del catalogo, nel sito web, come organizzare al meglio la squadra, come organizzare anche la squadra di vendita che possa assicurare all’azienda quella presenza sul territorio capillare che tutte le imprese auspicano di avere.

Fare impresa in Italia

Fare impresa in Italia è una vera impresa!

Noi giovani non siamo assolutamente incentivati a metterci in gioco se non nei casi fortunati, come il mio, in cui già la famiglia aveva una impresa avviata, non si dà certamente spazio alla meritocrazia e al senso di imprenditorialità e come tante volte tutti noi diciamo e come ci dicono i media quasi quotidianamente, tutti i processi sono lunghi, c’è troppa burocrazia, occorrerebbe nettamente snellire il sistema.

Però, non è, non è comunque impossibile e vedo nell’Italia un’enorme risorsa e quella risorsa siamo noi, sono le persone. Io viaggio spesso per il mondo e davvero posso affermare che la creatività, l’ingegno e il senso di adattamento che abbiamo noi italiani veramente è un tesoro nascosto di questo Paese. Magari non siamo degli specialisti, magari a volte siamo dei grandi confusionari, ma è soprattutto nelle difficoltà che l’italiano dà il meglio di sé, gioca al meglio la sua partita.

Le caratteristiche di un imprenditore

Quali caratteristiche deve avere un imprenditore?

Io ho letto molti libri sull’argomento e li vorrei cestinare quasi tutti. Secondo me, è solo una questione di buon senso e l’imprenditore deve avere sostanzialmente due caratteristiche: quella di saper scegliere bene e attentamente i propri collaboratori, dando fiducia e delega a chi lo merita davvero.

Secondo la capacità di resistere nelle difficoltà: la resilienza. Questo perché molto spesso siamo travolti da una marea di avvenimenti e di cose che noi non avevamo previsto, che non ci aspettavamo e che non ci fanno piacere, ma l’imprenditore deve sapersi adattare, cambiare la propria organizzazione, cambiare la propria impresa, a volte, anche cambiare l’oggetto della propria impresa, adattandosi agli avvenimenti, questa è la caratteristica del vero imprenditore, secondo me.

Il futuro per le nuove generazioni

Non tutti hanno le caratteristiche per poter fare gli imprenditori, non per questo chi volesse in futuro coltivare e sviluppare una propria attività non deve mai gettare la spugna e soprattutto non deve mai abbandonarsi al pensiero che in Italia non si possa fare impresa. Quindi il messaggio che rivolgo a tanti giovani, come me o anche più giovani, che diventeranno imprenditore in futuro, rimanete in Italia, perché c’è molto talento, c’è molto spirito di adattamento ed è un Paese meraviglioso, dove ancora le persone sanno realizzare con le proprie mani degli oggetti e dei prodotti straordinari e dove c’è grande creatività, grande spirito di creazione e di creatività.