Gli inizi dell’avventura imprenditoriale

Sono Remo Pedon e sono il presidente della Pedon SpA. Noi produciamo legumi, cereali e semi e lo facciamo ormai non solamente a livello nazionale, ma a livello internazionale.

L’azienda è nata nel 1984 da un’idea dei tre soci fondatori, il sottoscritto, più i miei fratelli. Io sono il più giovane dei tre ed è nata per un’esigenza in quella situazione, in quell’epoca, di passare dal commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, che i miei fratelli avevano iniziato già negli anni 70, per fare qualcosa per le catene di supermercati che nei primi anni ottanta stavano nascendo sia nel nostro territorio, ma in Italia in generale. Pensando a cosa potevamo fare per le catene di supermercati, i prodotti che erano più vicini alla nostra cultura, alla nostra filosofia, erano i legumi e cereali e semi e da lì e da lì siamo partiti.

Siamo partiti come tante storie, tante aziende del nostro territorio, non, come si suole dire, in un garage, in un sottoscala, ma che sarebbe stato troppo, troppo piccolo, ma in un capannone, comunque piccolo, 380 metri quadri e da lì acquistando una macchina di seconda mano e con tanta volontà e con tante idee e con tanti sogni. La partenza è nata in quegli anni e poi si è sviluppata più avanti acquisendo due aziende del nostro territorio, alla fine degli anni ’80 e per poi passare da un capannone più piccolo a uno più grande, a uno più grande ancora, fino a quando siamo arrivati qui, dove abbiamo il quartier generale a Molvena, attualmente siamo su aree di 20.000 metri quadri e aprendo poi filiali e aziende e stabilimenti in altri tre continenti, perché abbiamo una fabbrica in Cina, una fabbrica in Etiopia e una fabbrica in Argentina.

I soldi per iniziare

I soldi che abbiamo impegnato in questa nuova attività venivano dell’attività che i miei fratelli avevano cominciato come ingrosso di generi elementari, per cui è stato un investimento abbastanza piccolo, perché il capannone già ce l’avevamo, era solamente di acquistare una macchina confezionatrice per fare i sacchetti e l’abbiamo acquistata di seconda mano, per cui l’investimento è stato all’inizio, è stato abbastanza limitato. Poi è ovvio che gli investimenti si sono susseguiti e lì è stato fatto questo nuovo business, che abbiamo fatto, per cui abbiamo cominciato a progredire e mano a mano ci siamo ingranditi investendo gli utili della società.

Un episodio negativo ed uno positivo

Un evento positivo per quanto riguarda la nostra azienda è stato immediatamente l’anno successivo alla nascita, quando i supermercati, la catena di supermercati “Pam Panorama” ci hanno dato fiducia e hanno fatto il loro primo ordine, che era formato da 1.750 cartoni di prodotto, contenenti ognuna 10 sacchetti da chilo, per cui mi ricordo esattamente, esattamente il primo ordine, perché è stato un ordine, a parte per noi estremamente importante e grande come volume, ma soprattutto era la prima catena di supermercati a livello nazionale che ci dava fiducia.

Per quanto riguarda un aspetto, un evento negativo, beh bisogna dire che come in tutte le aziende, errori ne facciamo e ne facciamo tutti i giorni. Quello che mi sta comunque più a cuore ricordare come, se non un evento negativo, ma una situazione che si poteva anticipare è la nostra voglia, che c’era, però la data in cui abbiamo cominciato a viaggiare il mondo. Quella con sempre ovviamente come si suole dire, con il senno di poi, si poteva incominciare molto, molto prima o abbastanza prima. Però eventi e in quell’epoca hanno fatto sì che siamo partiti a girare il mondo verso la metà degli anni ’90 e non prima, all’inizio della nostra, della nostra storia.

Fare impresa in Italia

Fare impresa in Italia, per un imprenditore, è una cosa particolarmente difficile, è come per un alpinista, uno scalatore scalare l’Everest. Una volta che hai scalato l’Everest, puoi scalare qualsiasi montagna al mondo. Questo fa sì, che una volta che sei riuscito a fare impresa in Italia e sei riuscito ad avere successo non solamente in Italia, ma con l’esportazione, in varie parti del mondo, vuol dire che puoi fare un’impresa in qualsiasi parte del pianeta. Dall’altra parte, però non c’è solamente un fattore che può essere negativo, la difficoltà di fare impresa, ma la voglia comunque di farla in Italia.

Io per molti anni della mia vita, circa 20 anni della mia vita, li io passati tra l’Italia e qualsiasi parte del mondo, dove si producevano, si producono i nostri prodotti. Però, ogni volta che tornavo a casa, era una gioia, perché consideravo non solamente di avere qui le mie radici, ma questa di essere casa mia.

Le caratteristiche di un imprenditore

La prima dote che deve avere un imprenditore è essere visionario, poi ovviamente deve saper ascoltare, deve saper utilizzare tutte le competenze, deve non temere l’insuccesso, e comunque in tutto questo deve avere un’altra dote molto importante, la tenacia. Questa perché, soprattutto all’inizio, soprattutto quando si comincia e un’azienda all’inizio è una start-up, se tu non hai la tenacia e la tenacia deve durare anche per anni, prima che tu possa avere successo, per cui è una dote assolutamente importante. Essere visionari, ma non essere leader e non avere la leadership, ovviamente non si può poi avere successo. Si ha bisogno per un imprenditore di essere seguiti, di essere seguiti dai propri collaboratori e da quella situazione in cui i propri collaboratori si fidano del loro leader, del loro capo, questo è fondamentale. Essere imprenditori non vuol dire fare imprenditoria per fare soldi, la conseguenza economica della tua azienda, è quanto meglio fai il tuo lavoro, quanto con più passione fai quello che devi fare. Ovviamente c’è il riscontro economico ed è un riflesso, un effetto successivo. All’inizio quando si comincia, quando inizia la start-up, ovviamente non puoi pretendere nemmeno di riuscire a guadagnare i soldi di un tuo collaboratore, poi successivamente, se quello che hai pensato, se a livello imprenditoriale la tua azienda funziona, ovviamente c’è anche l’effetto economico. L’imprenditore, solitamente l’imprenditore italiano, l’imprenditore veneto ha una caratteristica etica che quando ha un progetto, un’idea di fare un ufficio, piuttosto che una fabbrica, piuttosto che uno stabilimento, in varie parti del mondo, l’impegno all’inizio è di entrare in punta di piedi, di entrare in punta di piedi in quel Paese, in quello Stato e per capire anche i bisogni che ha quel territorio.

 

Il futuro per le nuove generazioni

Sicuramente bisogna essere creativi, bisogna avere l’attitudine al sogno, bisogna avere la tenacia e la ricerca del benessere.

Vorrei partire e vorrei aprire per quanto riguarda la creatività, che è fondamentale per una start up. Io mi trovavo, 20 anni fa, in Messico in un piccolo paese, uscivo dalla chiesa, una chiesa e mi si avvicina un ragazzino, un bambino avrà avuto 4-5 anni: il mio primo pensiero vedendolo, era adesso si avvicina e mi chiede, mi chiede la carità. E così non è stato, mi si è avvicinato e mi ha detto: “Se mi dai 10 pesos, ti racconto un poema.” Beh, lui me l’ha raccontato il poema, ci siamo seduti nei gradini della chiesa, lui mi ha raccontato il poema e io gli ho dato i 10 pesos. Beh, ecco questo mi sembra che sia un esempio di una start-up straordinaria, perché a fronte di un servizio lui mi ha chiesto dei soldi, ma non mi ha chiesto la carità.

Secondo punto importante è l’attitudine al sogno, non bisogna mai smettere di sognare. Un imprenditore non può smettere di sognare, nel momento in cui smette di sognare deve smettere di lavorare nella propria impresa, questo è fondamentale. Ovviamente se con la creatività e con l’attitudine al sogno non può mancare la tenacia, una start-up ha bisogno di tempo.

Un altro aspetto importante è la ricerca del benessere, che non vuol dire la ricerca del benessere solamente economico, ma vuol dire una ricerca del benessere a 360 gradi, cioè del benessere vuol dire che quello che fai ti piace, hai la passione, hai il fuoco, come io spesso dico, e che anche quando arriva il lunedì mattina hai la voglia di ricominciare, non hai il peso che sia arrivato il lunedì mattina.